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mercoledì 18 agosto 2010

Insalata di fagioli di Spagna e alghe arame

Qual è il colore delle coccole? Il tupilotto non ha esitato a rispondere spavaldo: blu (da pronunciarsi con U lunga perchè così esige la fonologia del tupilottese). Entrambe queste parole, coccole e blu, sono le più usate in questi giorni.

Il gene coccoloso non lo ha preso dalla sottoscritta. E se lo ricorda bene un certo moroso che ha cercato di chiamarmi cucciolotta. Io poi da bambina ero peggio della peste bubbonica (leggete qui se non ci credete). Perciò me lo coccolo sempre con un certo stupore quando si rannicchia nella mia spalla con il suo tipico incastro di pollici (uno in bocca e l'altro inserito nel palmo della mano sinistra).

Il blu va per la maggiore ovunque. La nostra vita è piena di bimbi blu, di gatti blu, che tra l'altro esistono davvero, e di persone vestite di blu. Alcune ci salutano per strada quando le indica dicendo Blu! Blu!

Oggi vi lascio questa ricetta:

Insalata di fagioli di Spagna e alghe arame



Ingredienti per quattro persone

fagioli bianchi di Spagna secchi: 200 grammi
alghe arame: 10 gr
alga kombu: 3 cm
capperi: 1 cucchiaio
prezzemolo a piacere
sale marino integrale qb
pepe
olio extravergine di oliva
aceto

Mettete in ammollo i fagioli bianche li sera prima di cucinarli insieme all'alga kombu. Il giorno dopo cuoceteli finché non sono morbidi in abbondante acqua non salata insieme all'alga kombu. Con una pentola normale occorre circa un'ora e mezza, ma dipende dalla grandezza dei fagioli, quindi bisogna controllare oggni tanto il grado di morbidezza raggiunto. Solo a fine cottura aggiungere il sale. Scolare e togliere la kombu. Potrà essere tagliata e unita all'insalata oppure conservata per l'ammollo di altri legumi. La si può infatti utilizzare per due volte.

Preparate quindi le arame. Se ne possono fare anche un po' di più, da conservare per altri piatti. La dose giornaliera è di due forchettate di alghe cotte a persona per un massimo di quattro volte la settimana.
Mettete perciò la dose che desiderate in una piccola pentola e coprite appena di acqua. Lasciate riposare per 10 minuti. Mettete la pentola sul fuoco, portate a ebolizzione e abbassate la fiamma. Lasciate cuocere a fuoco lento fino a completo esaurimento dell'acqua. Ci vorrà circa un quarto d'ora.

Ai fagioli scolati unite 8 forchettate di arame cotte, i capperi e il prezzemolo tritato. Condite a piacere con olio e aceto, sale e pepe.

Questo piatto ha ottenuto l'imprimatur dal tupilotto. Perciò buon appetito!

mercoledì 23 giugno 2010

La breve vita di un budino al tofu


PROTAGONISTA: il tupilotto.

PERSONAGGI SECONDARI: il maritozzo.

TRAMA: i budini han vita breve. Sarà per il piacere infantile di affondarvi il cucchiaino o sarà per quella morbidezza che si scioglie gradevolmente sul palato scacciando via tous les regrets, ma riescono sempre a conquistare occhi e gola. Come le rose più odorose, hélas, sono effimeri e sfuggenti e il nostro piacer con loro. Se ne è ben accorto il tupilotto, che nel suo piccolo qualche rammarico ce l'ha e nel corso degli eventi confessa a se stesso di essere stato troppo lento nello sgraffignare il dessert al papi.

GENERE: drammatico.

Tratto dall'omonima storia di Stella di Sale.

Dedicato a tutti coloro che non credono alla bontà del budino al tofu.

Si sconsiglia la visione di queste immagini ai bambini famelici.










Budino tofu e fragole

di Stella di Sale

1 cestino di fragole bio
200 gr silk tofu (quello molle che sembra panna cotta)
3 cucchiai succo d’acero bio
1 pizzico di sale
mezzo cucchiaino da caffè di polvere di vaniglia bio
mezzo cucchiaino da caffè di agar agar in polvere
1 cucchiaino di mandorle in crema bio

Frullare le fragole con il tofu, unire tutti gli altri ingredienti e in un padellino cuocere a fuoco basso, dal bollore 5 minuti. Versare negli stampini precedentemente bagnati e messi in freezer. Quando è freddo mettere in frigo per una giornata, togliere qualche ora prima di mangiare, e completare con un cucchiaino di malto o di succo d’acero.

PS per Marcella: stiamo lavorando sul tuo kanten!

giovedì 1 aprile 2010

Rosa Marchetti alla crema di zucca e noci


Rosa Marchetti è un nome che mi ricorda la mia infanzia. Da piccola mi stupivo sempre quando sentivo questo nome di donna per una qualità di riso e mi perdevo a immaginare il motivo di questa scelta. Parlando con mio padre, nato in mezzo alle risaie (e non è un modo di dire), ho scoperto che durante la mia infanzia questa varietà di riso era ancora coltivata. Ora invece è sparita quasi del tutto, tenuta in vita solo da una manciata di risicoltori appassionati, come le Cascine Orsine, dove vado spesso e dove sono tornata in occasione del porte aperte organizzato una decina di giorni fa.
Per i dettagli della giornata, una botta di vita prima della clausura da varicella tupilottesca, vi rimando a lei, che ne ha fatto un bel post e per altre ricette con questo riso vi consiglio di farvi un giretto qui, qui e qui.

Ingredienti per 4 persone

Ricetta molto semplice e forse poco degna di questo nome, volutamente vegana e comunque molto gradita dal tupi che ha fatto il bis.

Riso Rosa Marchetti semilavorato 350 gr
Acqua 700 cl
tekka 2 cucchiaini (opzionale)
zucca pulita 500 gr
noci sgusciate 120 gr
lievito di birra in scaglie 3 cucchiai
olio extravergine di oliva 3 cucchiai
sale e noce moscata a piacere

Per prima cosa preparate la zucca già mondata. Mentre la fate cuocere al vapore finché non si è ammorbidita, mettete il riso in una pentola con l'acqua fredda e cuocetelo a fuoco basso finché tutta l'acqua non sarà stata assorbita. Visto che ci va almeno una mezzora potete anche prepararlo in anticipo e poi conservarlo in frigorifero. Una volta pronto aggiungeteci i due cucchiaini di tekka e due cucchiai d'olio. Frullate la zucca e aggiungetevi le noci sbriciolate, regolando di sale e noce moscata. Formate delle palline, adagiatele in una pirofila e copritele con la zucca e le noci. Spolverate con il lievito di birra, cospargete con l'ultimo cucchiaio d'olio e infornate a 200 gradi o con il grill finché la superficie non sarà gratinata.

Buona Pasqua a tutti!

E se non sapete cosa fare andate a fare un giro alle Cascine Orsine e al loro spaccio. Se invece non avete tempo, ma vi ho incuriositi cercate il loro riso da Naturasì o il loro formaggio all'Esselunga (primosale nello scaffale dei confezionati che lo vedono in pochi...). La pubblicità quando ci vuole ci vuole...

lunedì 26 ottobre 2009

Curry di soia disidratata e verdure


Vegetariana sì ma mica masochista. E' quello che ho sempre pensato evitando di allungare la manina verso lo scaffale della soia disidratata perchè, diciamocelo, se uno vuol mangiare una big bubble va dal tabaccaio.

Venduta sia in bocconcini sia granulare, questo tipo di soia, ormai da tantissimi anni in commercio, è una delle proteine vegetali alternative più facili da reperire anche nelle piccole erboristerie di paese. Non è però facile cucinarla o almeno non lo è stato per me finchè non sono riuscita a estorcere la ricetta del suo curry al caro R. Et voilà, ve la fornisco e pure senza ricatti ne' tentativi di estorsione.

Ingredienti (4 porzioni da piatto unico o 6 come secondo)

2 cipolle medie
4 spicchi di aglio grandi
4 cm circa di zenzero fresco (regolatevi a occhio, deve essere un po' meno dell'aglio)
2 melanzane
2 peperoni gialli
2 carote
6 patate medio piccole
200 gr di soia disidratata in bocconcini
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
olio extravergine di oliva
sale qb

Spezie:

3 cucchiai di curry (o più a seconda dei gusti)
mezzo cucchiaio di curcuma
mezzo cucchiaio di paprika piccante o di peperoncino
mezzo cucchiaio di coriandolo secco (o una spolverata finale di coriandolo fresco)
mezzo cucchiaino di semi di cumino (10-15 semi)
3-4 foglie di alloro

Lavate e tagliate a pezzetti non troppo piccoli le melanzane, mettetele in uno scolapasta, cospargetele di sale e riponetele per una ventina di minuti sopra una pentola schiacciandole con un peso in modo che rilascino l'acqua.

Mettete a bollire l'acqua necessaria per reidratare i bocconcini di soia seguendo le istruzioni della vostra confezione (io comunque non li faccio mai bollire, ma li copro semplicemente di acqua bollente per il tempo richiesto). Una volta pronti scolateli, lasciateli raffreddare cinque minuti e poi strizzateli meglio che potete avvolgendoli in uno strofinaccio da cucina (scottano comunque, quindi se avete tempo preparateli in anticipo e lasciateli raffreddare di più). Quando i bocconcini saranno ben strizzati buttateli in una padella antiaderente con un cucchiaio d'olio e fateli tostare finché non vi sembreranno abbastanza asciutti e avranno preso un leggero colore marrone.

Nel frattempo pulite le verdure e tagliatele a pezzetti un po' più piccoli di quelli delle melanzane. Affettate abbastanza finemente le cipolle e schiacciate insieme aglio e ginger, meglio se aiutandovi con un mortaio.

In una grande padella antiaderente o in un wok fate scaldare una dozzina di cucchiai d'olio e i semi di cumino. Non appena l'olio frigge aggiungete la cipolla e fatela imbiondire. Quando l'olio frigge nnuovamente, unite il ginger e l'aglio e lasciate insaporire un paio di minuti.

Aggiungete patate, carote e peperoni e fate insaporire per cinque minuti, quindi unite tutte le erbe e le spezie e un poco di sale (non molto, è meglio regolare alla fine). Fate insaporire per altri 5 minuti ed unite quindi le melanzane, la soia e il cucchiaio di concentrato di pomodoro. Lasciate nuovamente insaporire mescolando di tanto in tanto, quindi versate tre bicchieri d'acqua, coprite e cuocete a fuoco lento per 20-30 minuti o finché le patate e i peperoni non saranno belli morbidi. Controllate di tanto in tanto e, qualora necessario, unite dell'acqua. Prima di servire regolate di sale.

Possibili varianti:

- soia, ceci e patate
- soia, patate e cavolfiore
- soia, piselli e pomodoro fresco o pelati

Buono subito, ancora meglio il giorno dopo. Nella schisceta poi tira proprio su il morale!

venerdì 28 agosto 2009

Insalata estiva di anguria e feta

Più che una ricetta questo post riguarda un esperimento sociologico che ho deciso di effettuare a furia di leggere le insalate postate ultimamente da Alex di Cuoche dell'altro mondo. Tale prova empirica doveva verificare:

1) il superamento del mio trauma culinario di quando in Germania, ancora poco avvezza ai gusti nuovi, mi sono vista servire da una cara amica un'insalatina di stagione con pomodori, mozzarella e... fragole.
2) l'attuale livello di saturazione all'esperimento mangereccio raggiunto dal maritozzo che, a furia di vedere accostamenti strani sul coniugal desco, a pranzo tiene sempre pronto il cellulare col numero del suo kebabbaro di fiducia.

Folgorazione sulla via di Damasco, questa insalata ci è piaciuta così tanto che ho ricomprato subito due pacchetti di feta! Per l'anguria qui non c'è mai problema, datosi che il maritozzo ne è un compratore maniaco compulsivo (l'ultima era di 18 kg).

L'accostamento me lo ha suggerito Laura col suo commento a questo post di Alex e ho voluto provarlo con pochi ingredienti per non mischiare troppo i sapori. Gironzolando un po' nel web ne ho trovate comunque diverse versioni, di cui vi segnalo quella di Ricette Barbare, che la propone con la ricetta della celeberrima Nigella Lawson.

Ingredienti (per 4 persone o per 4 piccoli antipasti)

2 kg di anguria
200 gr di feta
20 olive nere
una decina di fili di erba cipollina fresca
1 cucchiaino di succo di limone
2 cucchiai di olio extravergine di oliva

Tagliate l'anguria in pezzetti della grandezza desiderata, senza togliere i semi (perchè è un lavoraccio e perchè danno colere al piatto :-). Unite tutti gli altri ingredienti, condite e mangiatene subito a sazietà. Volendo si può fare un'ottima scarpetta finale, ma non preparatela in anticipo perchè l'anguria perderebbe troppa acqua.

martedì 28 aprile 2009

Aglio orsino mon amour


Complice la pioggia battente e il vento incessante, lo scorso week end tupilotto e mammà se ne sono rimasti rintanati con il maritozzo nella casetta nuova. Ben lungi dall'aver voglia di rassettare e strofinare e, figuriamoci, di aprire scatoloni, ci siamo concessi frequenti escursioni culinarie into the kitchen con risultati spazzolati via così in fretta che qualcuno è sfuggito all'obiettivo della macchina fotografica. Fra i fuggitivi il seitan marinato con tzatziki che rifarò in tempi atmosferici migliori.

Vera scoperta per il mio palato l'aglio orsino. In verità è stato un ritorno di fiamma perchè durante la visita alla cara R. in Germania eravamo stati viziati con un formaggio fresco spalmabile e odoroso di cui non riusciva a tradurmi i nomi delle erbe aromatiche.

Con l'aglio arrivatomi in biocesta ho realizzato due piatti: un'insalata saporita e gli gnocchi verdi al pesto. Quest'erbetta ci è piaciuta così tanto che voglio cercarne i bulbi. Se avete informazioni postatemele! Non è semplice da trovare, lo so, ma potete sostituirlo con dell'erba cipollina e qualche foglia di basilico. Della biocesta il tupilotto ha gradito le mele e le fave fresche nella minestra, debitamente sbucciate.

Isalata saporita all'aglio orsino

Ingredienti per 4 persone

2 grosse patate
3 carote medie
200 gr di fagiolini
150 gr di fave già sgranate
8 noci
25 gr di aglio orsino
3 cucchiai di evo
sale
pepe

Preparate con la mezzaluna un trito fine di aglio orsino e gherigli di noce, versatelo in una ciotolina, aggiungete l'olio, salate e pepate e lasciatelo riposare (se preparato in anticipo di qualche ora è ancora più buono.
Cuocete separatamente le verdure, tagliatele a tocchetti, lasciate intiepidire condite quindi con il trito di aglio orsino.

Da leccarsi i baffi! E i commensali non si stendono a vicenda perchè il gusto è più delicato di quello dell'aglio.

lunedì 20 aprile 2009

Insalata di patate alla rucola


Nella mia dispensa la patata sta regnando sovrana. Quando mia suocera ha infatti saputo che sono rimasta senza e ho dovuto comprarne per il brodino del nipote, ce ne ha rifilate così tante di produzione propria che potrei sfamare un branco di adolescenti succubi di Mac Donald's. In più sono arrivate delle patate anche con la biocesta, quindi era ora di correre ai ripari.

La ricetta è stata apprezzata anche dal maritozzo ed ha così acquisito il diritto di entrare fra quelle papabili anche per il futuro.

Ingredienti per 4 porzioni piccole

4 patate medie
80 gr di rucola
4 noci
60 gr di tofu
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
sale
pepe

Mentre le patate stanno cuocendo, lavate la rucola e sgusciate le noci, quindi fatene un trito il più fine possibile con la mezzaluna o con quello che vi piace. Versate il trito in una tazza e unite il tofu, l'olio, il sale e il pepe. Mischiate bene il tutto energicamente fino ad ottenere una crema piuttosto densa. Eventualmente allungate con poca acqua o brodo vegetale (preso dalla minestrina del tupilotto...). Unite la salsina alle patate pelate e tagliate della dimensione desiderata, aggiustate di sale e pepe e gustatevele!

Se le lasciate riposare qualche ora saranno ancora più buone. Il tofu può essere sostituito da un formaggio morbido o da della crème fraiche. Direi anche da mascarpone, ma mi sembra di osare troppo per un lunedì :-) Se invece volete lanciarvi con il tofu provate quello vellutato: è già morbido e per le creme è perfetto.

Il tupilotto vi saluta dalla sua cullina, dopo essersi sbafato un bel tuorlo d'uovo nella pastina. Ieri ha provato le lenticchie rosse decorticate, ma visti gli effetti collaterali per oggi e domani ritorniamo ai già assodati borlotti e piselli. E spero di non risurgelare come al solito la pappa dimenticandomi che ho usato quelli del freezer col risultato che quando ritorno in me e me ne accorgo butto via tutto!

domenica 8 febbraio 2009

Risotto alla zucca e fagioli borlotti



Bastano un po' di borlotti e la zucca va giù. Risotto lui-lei per eccellenza della mia cucina, questa combinazione mi permette la convivenza sulla stessa tavola coniugale col maritozzo onnivoro. Io infatti adoro la zucca per il suo gusto dolce, mentre lui la odia per lo stesso motivo. Il borlotto, però, smorza il gusto classico della zucca e dona al risotto un sapore robusto che gli fa apprezzare questo piatto, specialmente se accompagnato da un bel bicchiere di dolcetto o di barbera.

Ingredienti per 2 porzioni abbondanti

1 porro
200 gr di zucca già mondata
100 gr di fagioli borlotti surgelati (altrimenti un paio di manciate abbondanti)
180 gr di riso arborio o carnaroli bio
3 cucchiai d'olio d'oliva extra vergine
brodo vegetale caldo
sale qb
pepe nero qb

Cuocete al vapore i fagioli surgelati fino a che non saranno belli morbidi. Tenete l'acqua che rimane dopo la cottura per usarla in seguito insieme al brodo vegetale, che intanto scalderete bene. Pulite la zucca e tagliatela a dadini di medie e piccole dimensioni. In questo modo, a cottura ultimata, una parte della zucca rimarrà intera e visibile. Se volete invece un risotto più cremoso, tagliate tutta la zucca a piccoli pezzi, ma girate bene perché il risotto si attaccherà più facilmente.
Affettate finemente il porro, quindi soffriggetelo con i tre cucchiai d'olio e sale quanto basta. Quando è cotto, aggiungete la zucca e fatela insaporire per qualche minuto insieme al porro, poi aggiungete del brodo vegetale caldo. Cuocete la zucca una decina di minuti fino a che sarà bella morbida ma non ancora del tutto spappolata, quindi versate il riso e tostate per qualche minuto senza farlo attaccare.
Aggiungete quindi il brodo vegetale ben caldo e l'acqua di cottura dei fagioli fino a coprire il riso. Cuocete a fuoco vivace e aggiungete brodo e acqua quanto serve perché il riso sia sempre coperto, girando di tanto in tanto per non far attaccare il tutto. A metà cottura aggiungete i fagioli e terminate di cuocere il riso aggiungendo il brodo necessario. A cottura ultimata la zucca dovrebbe essere quasi del tutto sciolta.
Aggiustate di sale, disponete nei piatti e spolverate con pepe nero, meglio se appena macinato. Servite subito e gustate ben caldo.

Se volete potete arricchire questo risotto con del formaggio a scelta. Io di solito non lo aggiungo perché per me è già abbastanza nutriente e saporito così. Di solito lo propongo al maritozzo anticipandolo con un piatto di insalata mista e chiudendo il pasto con un kiwi o un'arancia perché la vitamina C aiuta a fissare il ferro contenuto nei legumi.

Consiglio ricicloso

Non buttate i semi della zucca, ma sciacquateli e fateli asciugare. Metteteli in una bottiglietta di plastica da mezzo litro e incollate il tappo. Scuotetela davanti al musetto del vostro pupo e guardatelo sorridere.
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