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lunedì 14 marzo 2011

Gita al treno

Se ieri, nella luce grigiastra di un piovoso tramonto milanese, vi siete imbattuti in un bimbetto mannaro che, ditone in bocca, si aggirava fra i treni in partenza della stazione di Cadorna, ebbene sì, era proprio lui, il famigerato tupilotto. D'altronde, ogni promessa è debito: un giorno che piove papà ti porta sull'autobus. E così, fra bus e metro, la gita ha avuto come meta finale la stazione dei treni. Magno cum gaudio.

lunedì 28 dicembre 2009

Haggis, neeps and tatties
(ovvero delle amicizie vicine e lontane)

Certe amicizie vorresti tenertele strette strette, legarle, placcarle stile rugby per non farle allontanare. Contro ogni razionalità e alla faccia di ogni buon senso, vorresti impedire loro di andarsene e godertele a fuoco lento, finché il baule delle chiacchiere messe da parte e colmo fino all'orlo non risuoni vuoto.

La fantomatica fuga dei cervelli ha fatto una vittima anche fra i miei rapporti più intimi e preziosi. Ogni tanto mi riassale la malinconia, pensando a come era bello chiamarsi per il caffè e potersi vedere senza dover prendere l'aereo. Per fortuna altri rapporti nascono o migliorano. E scaldano il cuore, in questa vita che fa mille giri e a volte ti porta dove non vorresti andare.

Allordunque eccovi un post doppio, binario come la vita, bianco e nero come questa esistenza, in cui ogni giorno cerchiamo di guidar sfidando la nostra latina sors. Per metterci davanti l'aggettivo giusto.

Haggis!


Dalla Scozia la mia amica lontana mi ha portato questo salsicciotto a base di orzo e lenticchie, la versione vegetariana dell'Haggis scozzese, piatto per highlander che da carnivora non avrei avuto il coraggio nemmeno di odorare. Come da tradizione, l'ho servito con due porzioni di puré, uno di rutabaga (turnip, da cui neep, portatami sempre dalla Scozia) e uno di patate (tatties). La rutabaga è piaciuta così tanto al tupilotto che dovrò vedere se da qualche parte la ritrovo.

Brunch al Blue Note!

Fra una febbre e l'altra siamo riusciti a incrociare il destino dei termometri di casa Lucciole e Lanterne, facendo incontrare tutti i nanerottoli in questo locale che ci piace tanto per la sua musica.


I bambini si sono divertiti un mondo, e noi anche. Il locale forniva animazione e spazio per i più piccoli. E così il tupi, dopo aver ben mangiato e ben bevuto, si è dato alla perlustrazione del luogo per ogni dove. Era proprio un omino buffo.


Il brunch era passabile, anche se era un misto fra una colazione continentale molto ricca e un grande aperitivo con molto di preconfezionato. La musica non è quella della notte, ma è stata piacevole. Piccolo neo: di fasciatoio in bagno neanche l'ombra, ma spero che provvederanno, visto che il brunch è un'iniziativa che hanno inserito da poco e non si aspettavano che diventasse un evento per famiglie. Verificheremo al prossimo giro.

Nota a margine: il cambio del pannolino del tupilotto è spesso avvenuto in luoghi fortuiti e posizioni da nappiessutra, cose che voi umani potete a stento immaginare. Nel locale abbiamo però varcato un nuovo confine: il cambio sui divanetti vicino a qualcuno che pranzava... Era l'unico posto disponibile!

lunedì 12 ottobre 2009

Il tupi, lo yin, lo yang e lo gnam


Sullo yin e sullo yang il tupilotto è ancora agnostico, ma sullo gnam ha già espresso in più occasioni il proprio autorevole parere. E così il maritozzo ed io abbiamo deciso di portarlo con noi al brunch domenicale della Sanagola, noto ristorante macrobiotico di Milano.

Era da tempo che desideravo provarlo ma, dal momento che prima dell'estate era aperto solo di sera, non mi era mai riuscito. Con l'autunno invece ha cominciato a proporre il brunch domenicale. Così domenica mattina abbiamo fatto il nostro solito mezzo trasloco e ci siamo dedicati qualche momento di meritato relax insieme alla zia N. che compiva gli anni.

Per scorta, ma devo dire più per scaramanzia, mi ero attrezzata con un termos di pappa, ma non ce n'è stato proprio bisogno. Per difendere la propria nomea di tritatutto, il tupilotto si è infatti prodigato in diversi assaggini, sbafandosi nell'ordine: crema di zucca e porri, pane, focaccia genovese, pizza vegan, torta di tofu e sesamo, crema dolce speziata di orzo e, come dessert, del budino di riso e cocco, che non so se era proprio il caso di darglielo ma quando me ne sono accorta ce l'aveva già in bocca e se lo gustava da scafato gourmet.

Il locale era affollato di famigliole con prole e mi sono sentita proprio a mio agio. Il tupilotto sedeva in posizione strategica per poter tenere sotto controllo l'andirivieni di piatti e pupi. A un certo punto era così preso che quasi - sì, proprio lui - non mangiava più.

Dubbioso e scettico, nel tragitto verso il ristorante, il maritozzo si è costruito una mappa mentale delle pizzerie più vicine. Ma alla fine, conquistato dal chili e dall'ottimo pane, ha mangiato così tanto che ieri sera non ho nemmeno provato a conzare la tavola.

Un posto che vi consiglio insomma, se volete provare una cucina alternativa ma gustosa e, per giunta, a un prezzo modico e in un ambiente rilassante.

Prima di salutarvi volevo ringraziare Chiara per avermi assegnato questo premio:


Lo rigiro a tutte le mie lettrici gattare, che so essere numerose ;-)

ps. non abituatevi a vedere il mio viso... Le altre foto non erano venute...
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