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giovedì 1 novembre 2012

Peperonata di tempeh con crostini all'origano

   Sdentata e minacciosa, troneggia sul nostro balcone una grossa zucca. Sorvegliata con cura dalla fine dell'estate nell'orto del nonno, ha mantenuto le sue promesse di buccia morbida e arancione acceso, proprio quello che ci voleva per far felice il tupilotto.
   Arrivato i momento cruciale domenica scorsa, "la mamma pasticciona" (ipse dixit) ha però fatto cilecca con il cucchiaio, scavando troppa polpa, e con il coltello, provocando maldestramente un taglio che ha reso leporino il sorriso della nostra pumpkin, che il tupi voleva felice (se ne è mai vista una sorridente???) perché immaginava che fosse il suo compleanno.
  Per rimediare ho preso ago e filo nero e ho ricucito tagli e spaccature, con il risultato di tre belle cicatrici che hanno reso bella trucida la nostra zucca.

   Oggi comunque non ho cucinato zucche, peraltro sempre presenti sopra il nostro frigo in attesa di giudizio. Oggi mi è venuta una gran voglia di tempeh ai peperoni e, visto l'orizzonte umido che sbuca dalle mie finestre, una cottura lenta e una ricetta profumata hanno vinto il premio per il today's special. E così ho trovato un buon motivo per scrivervi, salutarvi e dirvi che qui si procede bene. Allego anche alla fine alcuni nuovi contributi dal tupilottese per il prossimo aggiornamento del Dizionario della Crusca.

PEPERONATA DI TEMPEH CON CROSTINI ALL'ORIGANO




Ingredienti per 4 persone:

Per la peperonata: 

tempeh                        250 gr (un panetto)
peperoni                          3 (dimensioni medie e di colori diversi)
carote                              4
porro                               1
aglio                                1 spicchio
capperi                            1 cucchiaio abbondante
olive taggiasche              4 cucchiai
passata di pomodoro        mezzo bicchiere
cumino                             una decina di semi (una punta scarsa di cucchiaino)
curcuma                           la punta di un cucchiaino 
timo fresco                       un rametto
basilico fresco                  una quindicina di foglie
sale e pepe                        a piacere
olio evo                             6 cucchiai
vino bianco                      per sfumare (due/tre dita in un bicchiere)

Per i crostini: 

pane casereccio raffermo               200 grammi
olio evo                                             2 cucchiai
origano secco                                    1 cucchiaio

Se lo preferite, potete sostituire i crostini con 200 gr. di cous cous o di bulgur di farro.

   Lavate e mondate le verdure. Del porro usate solo la parte bianca (potete affettare la parte verde e surgelarla da usare in minestroni e vellutate). Affettate i peperoni a pezzetti di un paio di centimetri; tagliate in due le carote per il lungo e affettatele a mezze rondelle. Tagliate a rondelle sottili il porro, sbucciate l'aglio e toglietegli l'anima verde interna.
   Affettate il tempeh a dadini di uno o due centimetri di lato. In una casseruola capiente, meglio se di terracotta, fate scaldare i 6 cucchiai d'olio, aggiungete il cumino e l'aglio a piccoli pezzi e fate insaporire brevemente. Versate quindi il tempeh e i capperi, aggiungete il pape e fatelo dorare per qualche minuto mescolando spesso. Sfumate con il vino bianco, quindi aggiungete tutte le verdure. Salate e piacere e fate insaporire il tutto a fiamma vivace per qualche minuto girando spesso.
   Bagnate con un bicchiere d'acqua, coprite e cuocete a fuoco medio-basso per 30 minuti, meglio se con uno spargifiamma. Controllate ogni tanto la cottura in modo che non si asciughi troppo.
   Tagliate a dadini il pane raffermo, spolverizzatelo con l'origano e fatelo tostare nell'olio caldo finché non è ben dorato. Mescolate spesso per evitare che bruci. 
   Trascorsa la mezzora di cottura, aggiungete la passata di pomodoro e le olive e fate cuocere col coperchio per altri 15 minuti; unite infine il basilico, il timo e la curcuma e fate asciugare senza coperchio per altri 10 minuti, controllando che non attacchi.
    Servite decorando ogni piatto con una bella manciata di crostini caldi e, se non siete a dieta, un filo d'olio crudo. 

Migliore se preparato in anticipo o avanzato per la schisceta!


Ed ora, siori e siore, il nostro contributo al Dizionario della Crusca:

* Lo sai che Cristian certe volte si tappa il pisello e fa la pipì col sedere? Ma sei sicuro? Sì sì, me lo ha detto lui. (01.02.2012)
* E' facilmente grandissimo. (02.03.2012)
* La mia pancia brontola! (Ore 21.30, dopo aver visto i biscotti appena sfornati)
* Il papà dell'Elenina è un po' matto perchè fa delle cose impazzite. (08.02.2012)
* Ci scontriamo e ci traballiamo. (12.02.2012)
* Io voglio fare quello che voglio io! (13.02.2012)
* Questa è una 500 vecchia però è gialla però è un taxi. (15.02.2012)
* Io non ti ho detto niente che la nonna bis mi ha dato un cioccolatino! (19.02.2012)
* Metto un po' d'olio basurante alle macchine. (19.02.2012)
*Ma dai, dammi da mangiare se no io non cresco! (E per rincarare...) Se no cresco con la testa corta. (22.02.2012)
* Me lo mangio in un sagottone (in un sol boccone). (22.02.2012)
* Ma coe fanno a fare l'acqua? (23.02.2012)
* E' vero che le aragoste pizzicano? (27.02.2012)
* Dammi da mangiare! Se non non cresco , divento di nuovo piccolo così. (29.02.2012)
* Non distruggere il mio amico! (01.03.2012)
*Che grossa questa galletta! E' piena di strade. (10.03.2012)
* Adesso basta torta. Ho la pancia piena che brontola troppo, fa RRR, quando prendo il bio fa così. (11.03.2012)
* Non è il caso che mi lavi le mani! (01.04.2012)
* Ho la voce un po' rosicchiante. (16.05.2012)
* E' vero che lavori alla scuola doppia? (19.05.2012)
* E' vero che ci sono i dinosauri che volano?
  C'erano, ma adesso si sono estinti.
  E' vero che ci sono gli uccelli malandrini? (leggi gazzeladre)
E quando c'è la neve cosa fanno? La spostano?
* Mentre è dai nonni da solo col papà per una settimana, conversazione del mattino mentre telefono per avere news: "Chi è papà?", "La mamma", "Perchè sempre lei?" (04.09.2012)
* Tu (papà) sei più giovane della mamma, me lo ricordo sempre... (11.09.2012)
* Ma sotto le lenzuola è vero che non ci vede Peter Pan? (17.07.2012) (dopo avergli detto che se non si ciuccia più il pollice Peter Pan gli porta un regalo)
* Papà, visto che non mi hai ancora fatto le coccole me le fai? (sabato mattina, ore 10)
* Quelli della Germani si chiamano Germagnani?
* Come dicono patele (botte in piemontese)? Pateche in Germania?
(dopo una visita di amici tedeschi in primavera)
* Che ne dici di stare con me a strusciarti? (09.10.2012, nel lettino mentre lo metto a dormire).

e come chicche finali:

* E' vero che Biancaneve è esistita tanti anni fa? Poi si è estinta e restano solo le storie.... (01.02.2012)
* Sai che Franca ha una bambina? Però è grande, è una uoma! (17.05.2012)
* Mi voglio proprio far fare tante belle coccole. (13.05.2012)
* Sgommiamo via! E' strabello! (ore 5:20 del mattino, in partenza per il mare, appena messo in macchina, con papà e mamma stile zombie)



venerdì 26 novembre 2010

Minestrone ai tre cereali
(ovvero Ma tu vuoi bene alla mamy?)

Dottore, ha preparato i ferri pediatrici? E la mamma non ti accompagna giù? Su, coraggio, che poi ti mangi un bel gelato. Il maritozzo incassa, abbozza un sorriso e se ne va col suo pareo verde da sala operatoria.

Durante il primo anno di asilo del tupi tutti i virus erano i nostri. Ricordo ancora con tetro orrore il capodanno 2009 quando, cestinati causa disastrosa influenza i nostri propositi vacanzieri, mi son trovata a comprare un pandoro industriale alle 18:30 del 31 gennaio e a metter su l'acqua per un bel riso in bianco.

Il nuovo anno ha visto le tonsille del consorte passare dalla sconfitta di Caporetto alla disfatta di Waterloo finchè, toccata quota 5 tonsilliti dico 5 con il loro bravo accompagnamento di antibiotico, il maritozzo non ha deciso di darci un taglio netto.

Ma ora eccoci qua, passato tutto da un mesetto abbondante. Noi adulti si è mediamente in forma, mentre il tupi, tosse a parte, è strepitoso e incontenibile. E ha cominciato a rispondere sì quando gli chiedo Ma tu vuoi bene alla mamy? Son melensa, lo so. Tutto è cominciato quando l'ho visto baciare una biondina alta come una trottola, ma con due occhi azzurri che fra non molto potrà far di un uomo ciò che vuole. Ho inaugurato il cantiere accanto alla torre di Raperonzolo. Chi viene a darmi una mano?

Minestrone ai tre cereali


Ingredienti per un bel pentolone (8 porzioni abbondanti)

3-4 topinambur
1 zucchina media
1 carota
3 etti di zucca mondata
1 piccolo broccolo
3 etti di fagioli borlotti freschi o surgelati
1 scalogno
1 spicchio d'aglio
3 cm di alga kombu
1 piccolo gambo di sedano
2 litri e mezzo d'acqua
2 cucchiai di salsa di soya
2 cucchiai di orzo perlato
2 cucchiai di farro perlato
2 cucchiai di riso rosa marchetti semilavorato

Lavare, mondare e tagliare le verdure in tocchetti delle dimensioni desiderate (a noi piacciono le dadolate piccolette). Mettere tutte le verdure in una pentola capiente insieme all'acqua e portare a ebollizione. Se usate la salsa di soya non aggiungete sale, se non appena prima di servire. Fate bollire il minestrone per 30-40 minuri, aggiungete i cereali e fate bollire nuovamente a fuoco medio basso per un'altra mezzora abbondante.

Se necessario aggiungete gradatamente dell'acqua quando il monestrone vi sembra troppo asciutto. Servire con una spolverata di parmigiano (o germe di grano e lievito di birra) e del buon olio extravergine di oliva. Un minestrone facile facile che ci siamo mangiati per un paio di giorni. Se avete usato i fagioli freschi potete surgelarlo per le emergenze.

giovedì 1 aprile 2010

Rosa Marchetti alla crema di zucca e noci


Rosa Marchetti è un nome che mi ricorda la mia infanzia. Da piccola mi stupivo sempre quando sentivo questo nome di donna per una qualità di riso e mi perdevo a immaginare il motivo di questa scelta. Parlando con mio padre, nato in mezzo alle risaie (e non è un modo di dire), ho scoperto che durante la mia infanzia questa varietà di riso era ancora coltivata. Ora invece è sparita quasi del tutto, tenuta in vita solo da una manciata di risicoltori appassionati, come le Cascine Orsine, dove vado spesso e dove sono tornata in occasione del porte aperte organizzato una decina di giorni fa.
Per i dettagli della giornata, una botta di vita prima della clausura da varicella tupilottesca, vi rimando a lei, che ne ha fatto un bel post e per altre ricette con questo riso vi consiglio di farvi un giretto qui, qui e qui.

Ingredienti per 4 persone

Ricetta molto semplice e forse poco degna di questo nome, volutamente vegana e comunque molto gradita dal tupi che ha fatto il bis.

Riso Rosa Marchetti semilavorato 350 gr
Acqua 700 cl
tekka 2 cucchiaini (opzionale)
zucca pulita 500 gr
noci sgusciate 120 gr
lievito di birra in scaglie 3 cucchiai
olio extravergine di oliva 3 cucchiai
sale e noce moscata a piacere

Per prima cosa preparate la zucca già mondata. Mentre la fate cuocere al vapore finché non si è ammorbidita, mettete il riso in una pentola con l'acqua fredda e cuocetelo a fuoco basso finché tutta l'acqua non sarà stata assorbita. Visto che ci va almeno una mezzora potete anche prepararlo in anticipo e poi conservarlo in frigorifero. Una volta pronto aggiungeteci i due cucchiaini di tekka e due cucchiai d'olio. Frullate la zucca e aggiungetevi le noci sbriciolate, regolando di sale e noce moscata. Formate delle palline, adagiatele in una pirofila e copritele con la zucca e le noci. Spolverate con il lievito di birra, cospargete con l'ultimo cucchiaio d'olio e infornate a 200 gradi o con il grill finché la superficie non sarà gratinata.

Buona Pasqua a tutti!

E se non sapete cosa fare andate a fare un giro alle Cascine Orsine e al loro spaccio. Se invece non avete tempo, ma vi ho incuriositi cercate il loro riso da Naturasì o il loro formaggio all'Esselunga (primosale nello scaffale dei confezionati che lo vedono in pochi...). La pubblicità quando ci vuole ci vuole...

lunedì 28 dicembre 2009

Haggis, neeps and tatties
(ovvero delle amicizie vicine e lontane)

Certe amicizie vorresti tenertele strette strette, legarle, placcarle stile rugby per non farle allontanare. Contro ogni razionalità e alla faccia di ogni buon senso, vorresti impedire loro di andarsene e godertele a fuoco lento, finché il baule delle chiacchiere messe da parte e colmo fino all'orlo non risuoni vuoto.

La fantomatica fuga dei cervelli ha fatto una vittima anche fra i miei rapporti più intimi e preziosi. Ogni tanto mi riassale la malinconia, pensando a come era bello chiamarsi per il caffè e potersi vedere senza dover prendere l'aereo. Per fortuna altri rapporti nascono o migliorano. E scaldano il cuore, in questa vita che fa mille giri e a volte ti porta dove non vorresti andare.

Allordunque eccovi un post doppio, binario come la vita, bianco e nero come questa esistenza, in cui ogni giorno cerchiamo di guidar sfidando la nostra latina sors. Per metterci davanti l'aggettivo giusto.

Haggis!


Dalla Scozia la mia amica lontana mi ha portato questo salsicciotto a base di orzo e lenticchie, la versione vegetariana dell'Haggis scozzese, piatto per highlander che da carnivora non avrei avuto il coraggio nemmeno di odorare. Come da tradizione, l'ho servito con due porzioni di puré, uno di rutabaga (turnip, da cui neep, portatami sempre dalla Scozia) e uno di patate (tatties). La rutabaga è piaciuta così tanto al tupilotto che dovrò vedere se da qualche parte la ritrovo.

Brunch al Blue Note!

Fra una febbre e l'altra siamo riusciti a incrociare il destino dei termometri di casa Lucciole e Lanterne, facendo incontrare tutti i nanerottoli in questo locale che ci piace tanto per la sua musica.


I bambini si sono divertiti un mondo, e noi anche. Il locale forniva animazione e spazio per i più piccoli. E così il tupi, dopo aver ben mangiato e ben bevuto, si è dato alla perlustrazione del luogo per ogni dove. Era proprio un omino buffo.


Il brunch era passabile, anche se era un misto fra una colazione continentale molto ricca e un grande aperitivo con molto di preconfezionato. La musica non è quella della notte, ma è stata piacevole. Piccolo neo: di fasciatoio in bagno neanche l'ombra, ma spero che provvederanno, visto che il brunch è un'iniziativa che hanno inserito da poco e non si aspettavano che diventasse un evento per famiglie. Verificheremo al prossimo giro.

Nota a margine: il cambio del pannolino del tupilotto è spesso avvenuto in luoghi fortuiti e posizioni da nappiessutra, cose che voi umani potete a stento immaginare. Nel locale abbiamo però varcato un nuovo confine: il cambio sui divanetti vicino a qualcuno che pranzava... Era l'unico posto disponibile!

lunedì 26 ottobre 2009

Curry di soia disidratata e verdure


Vegetariana sì ma mica masochista. E' quello che ho sempre pensato evitando di allungare la manina verso lo scaffale della soia disidratata perchè, diciamocelo, se uno vuol mangiare una big bubble va dal tabaccaio.

Venduta sia in bocconcini sia granulare, questo tipo di soia, ormai da tantissimi anni in commercio, è una delle proteine vegetali alternative più facili da reperire anche nelle piccole erboristerie di paese. Non è però facile cucinarla o almeno non lo è stato per me finchè non sono riuscita a estorcere la ricetta del suo curry al caro R. Et voilà, ve la fornisco e pure senza ricatti ne' tentativi di estorsione.

Ingredienti (4 porzioni da piatto unico o 6 come secondo)

2 cipolle medie
4 spicchi di aglio grandi
4 cm circa di zenzero fresco (regolatevi a occhio, deve essere un po' meno dell'aglio)
2 melanzane
2 peperoni gialli
2 carote
6 patate medio piccole
200 gr di soia disidratata in bocconcini
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
olio extravergine di oliva
sale qb

Spezie:

3 cucchiai di curry (o più a seconda dei gusti)
mezzo cucchiaio di curcuma
mezzo cucchiaio di paprika piccante o di peperoncino
mezzo cucchiaio di coriandolo secco (o una spolverata finale di coriandolo fresco)
mezzo cucchiaino di semi di cumino (10-15 semi)
3-4 foglie di alloro

Lavate e tagliate a pezzetti non troppo piccoli le melanzane, mettetele in uno scolapasta, cospargetele di sale e riponetele per una ventina di minuti sopra una pentola schiacciandole con un peso in modo che rilascino l'acqua.

Mettete a bollire l'acqua necessaria per reidratare i bocconcini di soia seguendo le istruzioni della vostra confezione (io comunque non li faccio mai bollire, ma li copro semplicemente di acqua bollente per il tempo richiesto). Una volta pronti scolateli, lasciateli raffreddare cinque minuti e poi strizzateli meglio che potete avvolgendoli in uno strofinaccio da cucina (scottano comunque, quindi se avete tempo preparateli in anticipo e lasciateli raffreddare di più). Quando i bocconcini saranno ben strizzati buttateli in una padella antiaderente con un cucchiaio d'olio e fateli tostare finché non vi sembreranno abbastanza asciutti e avranno preso un leggero colore marrone.

Nel frattempo pulite le verdure e tagliatele a pezzetti un po' più piccoli di quelli delle melanzane. Affettate abbastanza finemente le cipolle e schiacciate insieme aglio e ginger, meglio se aiutandovi con un mortaio.

In una grande padella antiaderente o in un wok fate scaldare una dozzina di cucchiai d'olio e i semi di cumino. Non appena l'olio frigge aggiungete la cipolla e fatela imbiondire. Quando l'olio frigge nnuovamente, unite il ginger e l'aglio e lasciate insaporire un paio di minuti.

Aggiungete patate, carote e peperoni e fate insaporire per cinque minuti, quindi unite tutte le erbe e le spezie e un poco di sale (non molto, è meglio regolare alla fine). Fate insaporire per altri 5 minuti ed unite quindi le melanzane, la soia e il cucchiaio di concentrato di pomodoro. Lasciate nuovamente insaporire mescolando di tanto in tanto, quindi versate tre bicchieri d'acqua, coprite e cuocete a fuoco lento per 20-30 minuti o finché le patate e i peperoni non saranno belli morbidi. Controllate di tanto in tanto e, qualora necessario, unite dell'acqua. Prima di servire regolate di sale.

Possibili varianti:

- soia, ceci e patate
- soia, patate e cavolfiore
- soia, piselli e pomodoro fresco o pelati

Buono subito, ancora meglio il giorno dopo. Nella schisceta poi tira proprio su il morale!

martedì 22 settembre 2009

Maltagliati ai ceci e arame


Deve avere qualche antenato segugio. E testardo assai assai, di quei cagnetti da caccia alla volpe che si infrattano spavaldi nelle tane. Non appena varca la soglia dell'asilo, il tupilotto subodora infatti che qualcosa non quadra. Non parliamo poi di quando vede la maestra. La tiene d'occhio meticolosamente e, non appena accenna ad avvicinarsi, tracchete, si aggrappa al maritozzo e ti guarda come dire Nun ce provà, io da qui non mi schiodo. Con calma... con pazienza... E comunque la merenda non la rifiuta mai, si dice per motivi esoterico spirituali.

A casa è più tenero del solito, a parte quando mi morde i garretti perchè vuole essere preso in braccio. Ieri sera, poi, udite udite, si è persino portato del cibo alla bocca! Per lui è una novità assoluta, visto che ancora qualche giorno fa, invece di prendere i pezzettini di prugna con le mani, ha preferito brandire un enorme cucchiaio di legno e con quello rimestare nella sua micro ciotolina. Il cibo scelto per l'esperimento era una polpetta di patata e nasello, ma, siccome prendere la mira ancora non è proprio il suo forte, il risultato finale sembrava più una gara a torte in faccia che un lauto pasto.

Ma bando alle ciance e via con i maltagliati!

Ingredienti per due persone (piatto unico)

200 gr di maltagliati
4 pomodori ben maturi
200 gr di ceci lessati
10 gr di alghe arame
1 spicchio d'aglio
3 cucchiai d'olio extra vergine di oliva
sale, pepe e peperoncino a piacere

Ricche di iodio e di molti altri importanti sali minerali, le alghe sono oggi in Occidente poco conosciute e ancor meno usate, anche se per la loro ricchezza potrebbero degnamente comparire su ogni tavola. Le arame, in particolare, come dimostra il fatto che il maritozzo sia uscito indenne dal mio esperimento, hanno un gusto delicato, adatto quindi anche a palati non abituati al sentore marino di altri tipi di alghe.

Preparate prima di tutto le arame. Mettetele a bagno per 10 minuti in una quantità d'acqua che basti per coprirla. Nel frattempo pelate i pomodori, strizzateli leggermente, tagliateli a cubetti e metteteli da parte. Sbucciate e tritate l'aglio, mettetelo insieme all'olio in una pentola antiaderente o, meglio, in un wok, in cui farete alla fine saltare i maltagliati. Fatelo soffriggere finchè non sarà dorato. Quindi unite i pomodori e lasciateli cuocere per 5 minuti. Aggiungete infine i ceci, facendo di nuovo cuocere lentamente il tutto per altri 5 minuti.

Passati i dieci minuti di ammollo, mettete le alghe insieme all'acqua in una piccola pentola e cuocetele a fuoco basso per 15-20 minuti. Saranno comunque pronte quando avranno assorbito tutto liquido di cottura (non esagerate quindi con l'acqua quando le fate ammollare). Per la preparazione delle arame ringrazio Chicca66, chef di Veganblog, per i suoi consigli.

Mentre le alghe lentamente cuocciono e il sugo è pronto e al caldo, cuocete i maltagliati secondo i loro tempi di cottura (i miei erano un regalino della nonna bis). Una volta pronti, scolateli e uniteli al sugo di pomodoro insieme alle arame. Regolate di sale, pepe e peperoncino. Saltate un paio di minuti a fuoco vivace e impiattate.

sabato 8 agosto 2009

Orzotto ai fagioli dall'occhio


Indovina indovinello, dove andrà il mio bambinello? Il tupilotto sfreccia per casa sempre più veloce e per ogni dove. Ma alla fine tutte le strade portano subito alla mamma, con arrampicata finale a manine nude alla sua gonna.

Nella sua dieta sono ormai presenti molti legumi: fagioli borlotti di stagione, ma anche fave, piselli, cannellini, lenticchie, ceci. Da oggi anche i fagioli dall'occhio, proposti come piatto unico con pastina e crema di zucca.

Mentre li cucinavo per lui, ho preparato per il maritozzo una rielaborazione di un tipico risotto della Lomellina: il risotto con i fagioli dall'occhio. La ricetta che vi propongo ha un gusto deciso, adatto al tempo piovoso dei giorni scorsi. La versione classica con il riso ha invece un gusto molto delicato; se la volete provare è sufficiente che teniate le stesse dosi per il riso e per i fagioli senza aggiungere altro. Piatto unico molto nutriente in entrambe le versioni, può essere abbinato a una seconda portata di verdure fresche, possibilmente contenenti vitamina C, un buon aiuto per fissare il ferro proveniente da cibi vegetali.

Se non avete tutti gli ingredienti non preoccupatevi, potete procedere come per un risotto classico, eliminando l'alga kombu, sostituendo al miso del dado vegetale di buona qualità e condendo con del formaggio grana.

Ingredienti per 2 persone (porzione piatto unico):


80 gr di fagioli dall'occhio secchi (in ammollo per 12 ore circa)
3 cm di alga kombu
180 gr di orzo perlato
1 cipolla bianca
2 spicchi d'aglio
2 cucchiaini di semi di finocchio
4 pomodori secchi
2 cucchiaini di lievito di birra alimentare
2 cucchiaini di germe di grano
1 cucchiaino di miso d'orzo
sale e pepe a piacere
acqua calda qb (circa 2 litri e mezzo)

Mettete a bagno i fagioli dall'occhio con l'alga kombu per circa 12 ore. L'alga kombu aiuta l'ammollo rendendo più digeribili tutti i tipi di legumi. Al momento di prepararli fate un trito molto fine con la cipolla, l'aglio, metà dell'alga kombu usata per l'ammollo, i semi di finocchio e i pomodori secchi, precedentemente sciacquati. Fate imbiondire bene la cipolla e quindi unite a questa base i fagioli dall'occhio. Coprite il tutto con acqua calda non salata fino al doppio del volume dei legumi e fate cuocere coperti a fuoco medio basso per un'oretta, aggiungendo acqua quando necessario, ma senza allungare troppo per non renderlo alla fine eccessivamente liquido. Non fate disfare i fagioli, dovranno infatti cuocere ancora con l'orzo.

Una volta pronti i fagioli, aggiungete l'orzo e fatelo tostare per 3-4 minuti, almeno finchè non abbia assorbito tutta l'acqua di cottura dei fagioli. Cominciate quindi ad aggiungere l'acqua bollente non salata. Se avete intenzione di usare il miso, non occorre aggiungere sale subito.

Versate soltanto due mestoli per volta. Girate e fate cuocere a fuoco vivo, aggiungendo altra acqua mano a mano che l'orzo la assorbe. La cottura richede circa 25-30 minuti e al termine l'orzo risulta ancora al dente e ha il pregio di non scuocere velocemente come il riso. Una volta pronto, aggiungete un cucchiano di miso d'orzo, mescolate bene e regolate eventualmente di sale. Impiattate, aggiungete un cucchiaino di lievito di birra alimentare, uno di germe di grano e una macinata di pepe a testa e servite subito.

giovedì 23 aprile 2009

Farro, piselli e fave


Un piatto unico all'insegna del verde! Quando compro le prime fave che non siano costossisime primizie per me è davvero arrivata la primavera! L'abbinamento fave-piselli-cipollotti è per me il sogno proibito dell'inverno, uno di quei gusti che ti covi sotto le papille gustative aspettando la stagione giusta per fartene una meritata scorpacciata.

A onor del vero culinario, non mischio mai i legumi perché mangiarne un solo tipo per volta aiuta a digerirli meglio. Per questa ricetta però faccio un'eccezione perchè mi piace il contrasto di gusto fra le fave e i piselli (l'altra eccezione è il minestrone surgelato che accatta il maritozzo per le emergenze pur con qualche mio borbottio).

Con le dosi di verdura che vi lascio nella ricetta potete fare un gustoso contorno oppure, insieme al farro, un robusto piatto unico accompagnato da un'insalata verde condita con del limone. Se invece preferite un accostamento più delicato e primaverile, sostituite il farro con un'identica quantità di orzo. Potete preparare i legumi in anticipo (ottimi anche surgelati) e farli saltare con i cereali alla bisogna.

Ingredienti per 4 persone (piatto unico)

360 gr di farro
1,5 kg di fave da sbucciare
1 kg di piselli da sbucciare
3-4 giovani cipolloti bianchi
4 C di evo
sale
pepe
timo fresco
4 cucchiai di lievito di birra

Sbucciate i legumi, affettate i cipollotti e mettete tutto a freddo in una grande casseruola (io uso il wok) con i quattro cucchiai di olio, il pepe e il timo. Aggiungete poca acqua giusto per non far attaccare, mettete il coperchio e fate cuocere a fuoco medio per 30-40 minuti. Nel frattempo cuocete il farro. Scoperchiate i legumi facendo eventualmente asciugare l'acqua di cottura in eccesso, aggiungete il sale, regolate di pepe e fate saltare i legumi con il farro. Spiattate, spolverizzate con il lievito di birra, decorate con il timo e servite ben caldo.

Sul fronte tupilottoso tutto tranquillo. Oggi ho provato una macchina cuocipappa a vapore che sembra funzionare benissimo. Nel pomeriggio sembrava piuttosto rognosetto, ma mi sono inventata una nuova versione del cucù effetto doppler. Siccome è nella fase di prova dei vari toni di voce, si è fatto delle grasse risate. Ogni tanto al mattino lo trovo che borbotta i suoi dadada sotto voce!

Verso sera per stroncarlo ben ben l'ho pucciato nel bagnetto. Si rilassa così tanto che non devo neanche tenerlo e se la galleggia da solo tutto il tempo. Lo tengo d'occhio, eh??? Non chiamate nè telefono azzurro nè i servizi sociali, please.

Alla prox!
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